Green Economy

Fairphone: Arriva lo Smartphone etico, equo e solidale!

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Verrà presentato questo mercoledì, quindi dopo domani, al London Design Festival il Fairphone che come suggerisce il suo nome è il primo smartphone etico, cioé costruito con assoluta trasparenza secondo i dettami del commercio equo e solidale. I componenti ad esempio vengono assemblati da fabbriche dove gli operai non vengono sfruttati, vengono rispettati i dettami dell’ Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO), gli viene assicurata una giusta paga, un orario di lavoro ragionevole, adeguate condizioni di sicurezza e vengono garantiti anche i risvolti ambientali. Insomma niente schiavi al lavoro 18 ore al giorno, niente suicidi da stress, niente bambini e via dicendo. Si cerca addirittura di incrementare il dialogo tra datore di lavoro ed operai. Lo stesso discorso vale anche per i fornitori e per tutta la catena profuttiva. Ci  si cura persino che i materiali provengano da miniere africane lontane da zone di guerra (evitando così di finanziare i locali signori della guerra, si pensi a minerali indispensabili come il tantalio, lo stagno e il tungsteno).

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Riciclo Pannelli Fotovoltaici: Ecco come funziona!

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Capita spesso di sentire discussioni focalizzate sulla difficoltà di smaltimento dei pannelli fotovoltaici quando diventano vecchi e arrivano a fine vita. In realtà giunti al termine della loro esistenza, anche i pannelli fotovoltaici si possono riciclare, basta solo sapere come fare. A livello europeo a occuparsi dello smaltimento e riciclo dei pannelli composti di silicio, vetro e metalli é il Consorzio PC Cycle il quale, nato nel 2007, é la maggiore organizzazione in questo campo con una raccolta che finora é stata di 5.700 tonellate di pannelli fotovoltaici nei 27 paesi dell’Unione Europea dove é presente.

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All-Gas: Ecco come le acque reflue diventano biofuel!

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Si chiama All-Gas, ovvero algas (alghe in spagnolo), l’impianto realizzato da Aqualia a Chiclana de la Frontera per il trattamento delle acque reflue, che non solo permette di risparmiare 2 milioni di euro rispetto ad un impianto classico, ma in più sfruttando i raggi del sole consente la produzione di biogas e in particolar modo biofuel.

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Pannelli fotovoltaici: Da ricerca australiana balzo nell’efficienza

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Pannelli fotovoltaici: Mentre l’ Unione Europea vara i primi dazi intorno al 12% sui pannelli fotovoltaici di produzione cinese (fino al 6 Agosto 2013, al fine di dare alla Cina un termine ultimo per le negoziazioni), probabilmente su pressione dell’industria degli idrocarburi e dei produttori di energia tradizionali (ma questa è un’idea mia), arriva dall’ Australia una ricerca che permette di avere “sia la botte piena che la moglie ubriaca“. Il Team della UNSW (University of New South Wales), che ancora detiene il record mondiale di massima resa di una cella di silicio (25%), ha infatti trovato il modo di aumentare la resa dal 19% attuale fino al 21/23%, utilizzando un silicio di minore qualità, il che vuol dire costi molto più bassi per una resa molto più alta. Il silicio è infatti il componente più costoso dei pannelli fotovoltaici, migliore è la sua qualità maggiore è la resa (almeno finora), ma anche il suo costo.

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Isola d’Elba: Energia dal moto delle onde

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Energia dal moto ondoso: Quella di produrre energia rinnovabile e pulita dal moto del onde è un’idea tipica dei paesi del nord Europa dove non solo le correnti sono più forti, ma dove si ha anche una lunga tradizione nello sfruttamento dell’energia prodotta dal movimento delle maree che a quelle latitudini sono capaci di far variare il livello del mare anche di 20 metri  (come ci dimostrano i mulini a marea medievali). Ma il semplice moto ondoso può essere sfruttato per produrre energia ad ogni latitudine inclusa la nostra, anzi si pensi che secondo le stime dell’European Ocean Energy Association, riportate da Il Sole 24 Ore, l’energia dal mare potrebbe coprire nel 2050 almeno il 15% del fabbisogno elettrico europeo (3,6 gigawatt di potenza installata nel 2020 contro i 6 megawatt a livello sperimentale di adesso) creando peraltro quasi mezzo milione di nuovi posti di lavoro. La tecnologia non viene ancora definita matura ma un interessante impanto sperimentale  (acquisito dalla pisana 40southenergy) sta per essere installato da Enel Green Power a 600 metri dall’isola d’Elba.

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Bombi al posto dei Pesticidi chimici per non far ammalare le Fragole!

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Bombi al posto dei pesticidi chimici: La notizia viene dall’ Inghilterra dove pure è in atto una tendenza a ridurre l’utilizzo dei prodotti tradizionali fitosanitari, preferendo piuttosto dei metodi biologici. In particolare gli studi inglesi si stanno concentrando sull’utilizzo di insetti locali per proteggere le coltivazioni di fragole (se ne vendono 50 mila tonnellate ogni anno). La notizia più curiosa è proprio quella che vede i simpatici bombi prendere il posto dei pesticidi chimici per combattere la cosiddetta muffa grigia (in realtà un fungo parassita, il Botrytis cinerea) che sempre più spesso colpisce appunto la produzione di fragole (ma è una malattia tipica anche della vite mentre in Sardegna nel 2006 ha falcidiato gli agrumeti).

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Capannori Rifiuti Zero: Ecco perché la zero waste funziona e non è un’utopia

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Capannori Rifiuti Zero: Era il 1997, la popolazione di Capannori si mobilita contro la costruzione di un inceneritore per i rifiuti solidi urbani, come da tante parti è successo da allora in poi, ma nel comune della Toscana sono andati oltre, non opponendo un semplice quanto mero rifiuto, ma proponendo un metodo di sviluppo alternativo e aderendo in maniera entusiasta alla strategia zero waste. Adesso questo comune di 45 mila abitanti arriva a differenziare l’83% dei rifiuti prodotti (2011), la cui produzione in 6 anni è calata del 21% (dati 2004-2010), mentre la bolletta per i cittadini è scesa del 20%, è stata introdotta la tariffazione puntuale  dal Gennaio 2013 e Rossano Ercolini (presidente di Ambiente e Futuro e  coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune) oltre a ritirare svariati premi, ultimo il Goldman Environmental Prize 2013, ha appena incontrato il Presidente USA Obama!

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Planet Solar: Nuovo record di traversata “solare” dell’Atlantico

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PlanetSolar: Ho avuto il piacere di salire a bordo del Tûranor PlanetSolar lo scorso luglio nel corso della tappa cagliaritana del suo tour promozionale 2012, si tratta della più grande barca in assoluto a propulsione interamente solare, che gira tutti i mari del nostro pianeta (ha già completato un giro del mondo, primo e unico scafo solare a riuscirci) per promuovere la tecnologia dell’energia solare e la cultura dello  sviluppo sostenibile. Bene, questa barca avveniristica, ma non troppo, è arrivata il 18 Maggio scorso a Marigot (St. Martin, nelle Antille francesi, siamo nei Caraibi), dopo essere partita da Las Palmas riuscendo a battere il record, che già deteneva, di traversata transatlantica di una barca mossa unicamente da energia solare con 22 giorni, 12 ore e 32 minuti per compiere 5310 chilometri (velocità media di 5.3 knots, o miglia nautiche all’ora).

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Aruba, l’isola dei Caraibi che punta al 100% di energie rinnovabili!

Aruba e la sua capitale Oranjestad

Aruba, non l’hosting italiano che con una simpatica campagna di marketing ne sfrutta il nome, ma il protettorato olandese al largo del Venezuela (180 km² per oltre 100 mila abitanti nel 2010), che vuole essere la prima isola dei Caraibi completamente carbon free e per far ciò si impegna a produrre il 100% del proprio fabbisogno energetico da energie rinnovabili. Fonti che al momento arrivano al 20% grazie soprattutto al vento e al solare.

Ad aiutarla lungo questo percorso sarà il magnate britannico Richard Branson, uno degli uomini più ricchi del pianeta e che si è fatto praticamente da solo fino a gestire una rete mondiale di 400 aziende (tra i quali il colosso Virgin). O meglio una delle sue creazioni, l’organizzazione non profit chiamata Carbon War Room (che in questo caso opererà fianco a fianco con la New America Foundation), dedita proprio alla ricerca di soluzioni di scala orientate al mercato nel settore del cambiamento climatico perchè, com’è scritto sul loro sito, “There is no Planet B“. 

Ecco in cosa consiste il piano di Aruba verso lo sviluppo sostenibile:

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L’Italia dello Sviluppo Sostenibile, ecco gli esempi migliori!

Scorcio del Parco della Majella in Abruzzo

C’è un Italia che avanza, che progredisce, che dimostra che si può vivere benissimo, anzi meglio, anche andando alla ricerca dello sviluppo sostenibile, perché gli strumenti, le conoscenze e la tecnologia sono già sufficienti e allora basta un pò di volontà per rendere il nostro mondo e il nostro futuro migliori, basta fare la nostra parte quotidianamente ma anche essere di stimolo affinché le amministrazioni pubbliche ma anche il nostro prossimo (nel suo piccolo) seguano questi esempi che al momento sono solo avanguardie, ma presto devono essere e saranno la norma.

Ecco alcuni degli esempi di maggior rilievo:

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