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Capannori Rifiuti Zero: Ecco perché la zero waste funziona e non è un’utopia

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Capannori Rifiuti Zero: Era il 1997, la popolazione di Capannori si mobilita contro la costruzione di un inceneritore per i rifiuti solidi urbani, come da tante parti è successo da allora in poi, ma nel comune della Toscana sono andati oltre, non opponendo un semplice quanto mero rifiuto, ma proponendo un metodo di sviluppo alternativo e aderendo in maniera entusiasta alla strategia zero waste. Adesso questo comune di 45 mila abitanti arriva a differenziare l’83% dei rifiuti prodotti (2011), la cui produzione in 6 anni è calata del 21% (dati 2004-2010), mentre la bolletta per i cittadini è scesa del 20%, è stata introdotta la tariffazione puntuale  dal Gennaio 2013 e Rossano Ercolini (presidente di Ambiente e Futuro e  coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune) oltre a ritirare svariati premi, ultimo il Goldman Environmental Prize 2013, ha appena incontrato il Presidente USA Obama!

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L’Italia dello Sviluppo Sostenibile, ecco gli esempi migliori!

Scorcio del Parco della Majella in Abruzzo

C’è un Italia che avanza, che progredisce, che dimostra che si può vivere benissimo, anzi meglio, anche andando alla ricerca dello sviluppo sostenibile, perché gli strumenti, le conoscenze e la tecnologia sono già sufficienti e allora basta un pò di volontà per rendere il nostro mondo e il nostro futuro migliori, basta fare la nostra parte quotidianamente ma anche essere di stimolo affinché le amministrazioni pubbliche ma anche il nostro prossimo (nel suo piccolo) seguano questi esempi che al momento sono solo avanguardie, ma presto devono essere e saranno la norma.

Ecco alcuni degli esempi di maggior rilievo:

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L’Italia dello Sviluppo Sostenibile, ecco gli esempi migliori!

Scorcio del Parco della Majella in Abruzzo

C’è un Italia che avanza, che progredisce, che dimostra che si può vivere benissimo, anzi meglio, anche andando alla ricerca dello sviluppo sostenibile, perché gli strumenti, le conoscenze e la tecnologia sono già sufficienti e allora basta un pò di volontà per rendere il nostro mondo e il nostro futuro migliori, basta fare la nostra parte quotidianamente ma anche essere di stimolo affinché le amministrazioni pubbliche ma anche il nostro prossimo (nel suo piccolo) seguano questi esempi che al momento sono solo avanguardie, ma presto devono essere e saranno la norma.

Ecco alcuni degli esempi di maggior rilievo:

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Rifiuti Zero: Anche in Italia si prova a vivere Zero Waste e funziona!

Villa Adriana a Tivoli, che ha rischiato di essere tramortita da una nuova discarica

Vi avevo parlato qualche settimana fa di come San Francisco fosse la città simbolo dello Zero Waste, ovvero del tentativo di ridurre a zero i rifiuti conferiti in discarica entro il 2020 grazie al riciclo del 100% dei stessi. Oggi ritorno sull’argomento per far sapere a tutti che l’onda partita dagli USA, non solo sta conquistando il mondo, dalla Nuova Zelanda, alla Svezia, il Giappone, la Norvegia e l’Irlanda ma anche Buenos Aires e Filippine ma pian piano e zitta zitta si sta facendo strada anche in Italia.

Dai 20 Comuni di un anno fa (si partì a Capannori in Toscana quattro anni fa) ai 75 comuni con 2,5 milioni di cittadini di adesso e udite udite i risultati sono persino migliori delle aspettative! La sfida non è solo quella di fare una raccolta differenziata e riciclare il più possibile, ma anche di ridurre la produzione di rifiuti pro capite. E i risultati sono ottimi anche sulla tassa dei rifiuti, il cui importo da pagare scende!

La ricetta in fondo è semplice, una raccolta porta a porta spinta (inclusi  potature, oli esausti e pannolini); compostiera collettiva sul modello svedese per l’umido; nessun cassonetto ma la così detta “tariffazione puntuale” grazie a sacchetti Rfid (con microchip filigranato) che riconoscono il conferimento (praticamente si sa chi ha consegnato cosa e quanto, quindi meno conferisci meno paghi e viceversa..); “Vie dell’acqua” con consegna di bottiglie di vetro per bere l’acqua dalle fonti pubbliche (se quella del rubinetto non è idonea); latte e detersivi alla spina (c’è chi offre anche profumi alla spina). I negozi leggeri che godono di incentivi fiscali e attraggono consumatori anche da fuori e tanti altri piccoli accorgimenti che si possono prendere ovunque evitando così che si debbano costruire sempre nuove discariche o termovalorizzatori (nella foto sopra Villa Adriana che malgrado sia patrimonio dell’ Unesco ha rischiato l’apertura di una discarica sul suo stesso colle).

I risultati? A Capannori la produzione di rifiuti è scesa del 25% e la raccolta differenziata è all’ 82%, a Mirabello si arrivati a produrre 136 chili di rifiuti pro capite all’anno contro i 163 di due anni prima e contro la media regionale (siamo in Piemonte) di oltre 300 chili!

Ma ecco i 10 passi verso i rifiuti zero o zero waste:

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